Belcastro, in breve
Belcastro (Breccashru, dialetto calabrese, Geniòkastron, greco bizantino, Geniçkastron, arbëreshë) è un comune italiano di 1 205 abitanti della provincia di Catanzaro in Calabria, sito a circa 500 m. di altitudine, alle pendici sudorientali della Sila Piccola, a ridosso del fianco sinistro del torrente Nàsari, affluente del fiume Crocchio. È noto primariamente per i monumentali ruderi del castello dei conti d'Aquino, che diversi storici, non solo calabresi, e soprattutto la locale tradizione, indica sin dal 1334 come luogo di nascita di San Tommaso d'Aquino.
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Le origini di Belcastro risalgono verosimilmente all’ultima età della pietra. Alcune fonti collegano il territorio agli Enotri, altre alla presenza magnogreca. La tradizione attribuisce la fondazione della città, identificata con Chone (Χώνη), al XII–XIII secolo a.C., a opera dell’eroe Filottete, insieme ai centri di Crimissa (Cirò) e Petelia (Strongoli). In età romana Belcastro fu alleata dell'Urbe contro Cartaginesi, Sanniti, Etruschi, Fenici e Italici, assumendo progressivamente il ruolo di presidio sul versante ionico dell’Italia meridionale.
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La chiesa di San Michele Arcangelo, Cattedrale fino al 1818, è per il monaco cappuccino Giovani Fiore da Cropani una delle più antiche della Calabria, successiva solo a quella di Gerace(a. mille). Costruita a croce latina la chiesa mostra caratteristiche architettoniche dei secoli XV - XVI, pur con i rifacimenti successivi, e tutta la struttura si richiama al romanico. Nella facciata a timpano cuspidato si aprono tre portali tufacei con decorazioni e sculture di putti e piccole maschere, opera di artisti calabresi che alcuni datano al Cinquecento;
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Il piatto forte della gastronomica locale sono i 'mparrettati ccu sazizza, pasta fatta in casa con sugo e carne di maiale. Caratteristica è anche a Tiana e baccala, una pasta al forno con mollica e baccala. Nel periodo natalizio si prepara un dolce molto tipico, detto pittanchiùsa, a base di noci, uva passa, cannella e altre spezie; mentre, nel periodo pasquale, si prepara la cuzzùpa, una ciambella decorata con uova, tipiche di Pasqua. Ma tra i dolci spicca pure a pasta 'cumpettata, pasta frolla farcita con miele. Il paese, oltre a produrre un tipo d'olio molto apprezzato, offre una vasta gamma di salumi lavorati in casa e olive preparate in vari modi (sott'acqua, sottolio, sottaceto, infornate).
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A Belcastro esistono tracce di presenza umana sin dal Neolitico (circa 5/4000 a.C.), con successive fasi enotriche (XII sec. a.C.), magnogreche (VIII sec. a.C.), romano-bizantine (V sec. d.C.) ( e normanne (XII sec. d.C.). Il territorio comunale si estende dalle pendici sud‑orientali della Sila Piccola fino alla costa del Medio Ionio, a metà strada tra Crotone e Catanzaro, al di qua del fiume Tacina. Comprende un breve tratto costiero di circa tre chilometri, noto come Belcastro Marina, e le frazioni di Fieri, Condoleo e Magliacane. Un’ulteriore frazione, Acquavona, si trova nell’area presilana tra Cerva e Petronà.
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