Curinga, in breve
Curinga ([kuˈriŋɡa], Cùrnga in calabrese) è un comune italiano di 6 390 abitanti della provincia di Catanzaro in Calabria. Fa parte del distretto rurale "Valle dell'Amato", della regione agraria "n.9 - Colline Litoranee di Curinga", del GAC "Costa degli dei" e dell'APS "Riviera dei tramonti". È inserito tra i Borghi di Eccellenza della Regione Calabria ed è il primo comune calabrese ad essere diventato sostenitore del Fondo Ambiente Italiano.
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Curinga ha una storia plurimillenaria. L'intero territorio comunale è infatti ricchissimo di testimonianze storico-archeologiche. Grazie alle ricognizioni condotte tra il 1974 ed il 1977 da Albert J. Ammerman vengono individuati sulla grande duna fossile (Rina) in località Prato S. Irene i resti di alcuni abitati del periodo neolitico (databile tra la fine del settimo e gli inizi del terzo millennio a. C.). Si tratta di circa 40 capanne a pianta rettangolare, dotate di focolari. Le abitazioni hanno pareti in incannucciata ricoperta d'argilla, con struttura lignea formata da paletti. Basamento di pietra, struttura portante in legno, pareti in graticcio intonacato.
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Chiesa di Sant'Andrea Apostolo (Chiesa Matrice/Duomo); Santuario di Maria Santissima del Carmelo; Chiesa dell'Immacolata; Chiesa di San Giuseppe; Chiesa di Maria Santissima del Soccorso; Chiesa dell'Addolorata; Chiesa della Madonna delle Grazie; Chiesa di San Giovanni Battista; Chiesa dell'Annunciazione; Chiesa di Santa Maria della Speranza; Chiesa "borbonica" di San Giovanni; Chiesa di San Salvatore Monastero di Sant'Elia Vecchio, eremo basiliano. Nelle vicinanze esiste un platano orientale che, secondo gli esperti che lo hanno studiato, avrebbe più di mille anni Le Terme Romane di Curinga, che si trovano in c.da Cerzeto, nei pressi di Acconia di Curinga Duna fossile di Piana di Curinga (Località Prato S. Irene - Rina), importante testimonianza del neolitico.
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A Curinga le prime forme musicali sono legate soprattutto ad attività agricolo - pastorali esplicate attraverso l'utilizzo di semplici strumenti quali "vrogne" e "ciaramedde". Agli inizi dell'Ottocento zampogne e pipite che inizialmente accompagnavano le processioni, vengono sostituite da organetti e chitarre, mentre l'utilizzo della "ribecchina", una sorta di lira calabrese è andato perso con il tempo. Vi è ancora oggi una forte tradizione orale di canti religiosi dette "strine", di canti di amore e di "sdiagnu" , di canzoni burlesche e filastrocche, di formule divinatorie e di canti narrativi. A partire da metà Ottocento si sviluppa una forte tradizione musicale legata a una rinomata attività bandistica.
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La cucina di Curinga ricalca gran parte delle caratteristiche della cucina calabrese, seppur con variazioni tipicamente curinghesi ed è fortemente legata alle feste o alle ricorrenze religiose. È ancora diffusissima e riguarda la quasi totalità delle famiglie, la preparazione della salsa di pomodoro, usata in cucina quasi tutti i giorni. Avviene nel periodo estivo, quando ai pomodori oramai maturi vengono tolti i semi e macinati. La salsa ottenuta insieme a delle foglie di basilico viene imbottigliata e fatta bollire "nta Coddara". La quantità di salsa prodotta dovrà soddisfare il fabisogno della famiglia per un anno intero. Così come per la salsa di pomodoro, anche la tradizione dell'uccisione del maiale è ancora molto sentita dalle famiglie curinghesi.
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Curinga ha un tasso di occupazione del 41,4% e un indice di disoccupazione pari al 19,5%. Ha un reddito pro-capite medio annuale di 12257 €. Da sempre il territorio ha permesso un certo sviluppo agricolo nonostante fosse soggetto a intensi fenomeni alluvionali. La piana di Curinga grazie alla sua valenza agricola, venne più volte bonificata nel corso dei secoli. L'ultima avvenne nel 1931, ad opera del regime fascista che costituì il villaggio agricolo di Acconia dando impulso all'economia dell'area. Già nel basso medioevo le colture di Gelsi, utilizzate per l'ottenimento della seta, affiancavano le numerose colture di barbabietola da zucchero. Quest'ultima ebbe un ruolo importante nell'economia locale fino agli anni 60.
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Il paese, che sorge su una collina a circa 380 metri s.l.m. (Municipio posto a 423 metri s.l.m.), si affaccia sulla piana di Lamezia e il Mar Tirreno, al centro del golfo di Sant'Eufemia, sulla Costa dei Feaci. Il territorio comunale si estende per 52,53 km² e degrada dolcemente da est verso ovest, dalle falde delle Preserre catanzaresi occidentali (Monte Contessa, metri 881 s.l.m.) al litorale pianeggiante. Offre paesaggi e caratteristiche ambientali variegate: boschi di faggi, lecci, querce e abeti sono presenti in alta collina.
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