Cardinale, in breve
Il cardinale è un ecclesiastico della Chiesa cattolica, insignito dal papa, per i suoi meriti personali, di un titolo cardinalizio legato a una chiesa presbiterale o diaconale della città di Roma o a una delle sette diocesi suburbicarie dell'Urbe. Il cardinalato, pur essendo molto antico, non è un ministero ordinato, in quanto non fa parte dei tre gradi del sacramento del ministero apostolico (episcopato, presbiterato e diaconato) e non è considerato di istituzione divina. Nondimeno i cardinali sono alti membri della gerarchia cattolica, gli unici a godere della prerogativa dell'elezione del papa;
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Il termine deriva dal latino cardo, cioè "cardine", "perno" inteso come centro di rotazione: i cardinali, infatti, aiutano il pontefice nell'amministrazione della Curia romana e più in generale nel governo della Chiesa universale. Il termine cardinale era già usato dai cristiani al tempo dell'Impero romano per indicare in generale i sacerdoti diocesani addetti (o, appunto, incardinati) a una Chiesa particolare, specialmente se illustre (come erano quelle di Milano, Ravenna, Costantinopoli, ecc. e naturalmente quella di Roma).
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Ad ogni cardinale viene assegnata una chiesa titolare al momento della sua creazione, che è sempre una chiesa nella città di Roma. Attraverso il processo di optazione un cardinale può avanzare nella gerarchia gerarchica, passando da cardinale diacono a cardinale presbitero, e in precedenza poteva anche passare da cardinale presbitero a cardinale vescovo. Se è un cardinale vescovo, di solito ottiene una delle sedi suburbicarie situate intorno alla città di Roma. L'unica eccezione riguarda i patriarchi delle Chiese cattoliche orientali. Tuttavia, i cardinali non possiedono alcun potere di governo né devono intervenire in alcun modo nelle questioni che riguardano l’amministrazione dei beni, la disciplina o il servizio delle loro chiese titolari.
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